{"id":1324,"date":"2018-04-20T21:33:11","date_gmt":"2018-04-20T21:33:11","guid":{"rendered":"https:\/\/archivioaccardisanfilippo.it\/?p=1324"},"modified":"2019-01-20T14:43:24","modified_gmt":"2019-01-20T14:43:24","slug":"carla-accardi-nei-nuovi-spazi-della-torre-alla-fondazione-prada-milano-aprile-2018","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/archivioaccardisanfilippo.it\/?p=1324","title":{"rendered":"Carla Accardi nei nuovi spazi della Torre alla Fondazione Prada, Milano, aprile 2018"},"content":{"rendered":"<div class=\"fusion-fullwidth fullwidth-box nonhundred-percent-fullwidth non-hundred-percent-height-scrolling\"  style='background-color: rgba(255,255,255,0);background-position: center center;background-repeat: no-repeat;padding-top:0px;padding-right:0px;padding-bottom:0px;padding-left:0px;border-top-width:0px;border-bottom-width:0px;border-color:#eae9e9;border-top-style:solid;border-bottom-style:solid;'><div class=\"fusion-builder-row fusion-row \"><div  class=\"fusion-layout-column fusion_builder_column fusion_builder_column_1_1  fusion-one-full fusion-column-first fusion-column-last 1_1\"  style='margin-top:0px;margin-bottom:20px;'>\n\t\t\t\t\t<div class=\"fusion-column-wrapper\" style=\"padding: 0px 0px 0px 0px;background-position:left top;background-repeat:no-repeat;-webkit-background-size:cover;-moz-background-size:cover;-o-background-size:cover;background-size:cover;\"  data-bg-url=\"\">\n\t\t\t\t\t\t<div class=\"fusion-text\"><p><strong>APRE AL PUBBLICO IL 20 APRILE 2018<\/strong><br \/>\nMilano, 19 aprile 2018 &#8211; Dal 20 aprile 2018 sar\u00e0 aperta al pubblico la Torre, l\u2019edificio che segna il completamento della sede di Milano della Fondazione Prada inaugurata nel maggio 2015 e progettata da Rem Koolhaas con Chris van Duijn e Federico Pompignoli dello studio OMA. La Torre, alta 60 metri, \u00e8 realizzata in cemento bianco strutturale a vista. Il nuovo edificio arrichisce il repertorio di differenti condizioni espositive che definiscono la visione architettonica della fondazione, caratterizzata da una variet\u00e0 di opposizioni e frammenti. Ciascuno dei nove piani della Torre offre una percezione inedita degli ambienti interni attraverso una specifica combinanzione di tre parametri spaziali: pianta, altezza e orientazione. Met\u00e0 dei livelli si sviluppa infatti su base trapezoidale, gli altri su pianta rettangolare. L\u2019altezza dei soffitti, crescente dal basso all\u2019alto, varia dai 2,7 metri del primo piano agli 8 metri dell\u2019ultimo livello. Le facciate esterne sono caratterizzate da una successione di superfici di vetro e cemento, che attribuiscono cos\u00ec ai diversi piani un\u2019esposizione alla luce sul lato nord, est o ovest, mentre l\u2019ultima sala espositiva \u00e8 dotata di luce zenitale. Il lato sud della Torre presenta una struttura diagonale che la unisce al Deposito, dentro la quale si inserisce un ascensore panoramico. Come sostiene Rem Koolhaas, \u201cl\u2019insieme di queste diversit\u00e0 produce un\u2019estrema variet\u00e0 spaziale all\u2019interno di un volume semplice, in modo che l\u2019interazione tra gli ambienti e i singoli progetti o opere d\u2019arte offra un\u2019infinita serie di possibili configurazioni\u201d. All\u2019interno dei sei livelli espositivi della Torre inaugura il progetto \u201cAtlas\u201d nato da un dialogo tra Miuccia Prada e Germano Celant. Riunisce opere della Collezione Prada in una successione di spazi che accolgono assoli o confronti, creati per assonanza o contrasto, tra artisti come Carla Accardi e Jeff Koons, Walter De Maria, Mona Hatoum ed Edward Kienholz and Nancy Reddin Kienholz, Michael Heizer e Pino Pascali, William N. Copley e Damien Hirst, John Baldessari e Carsten H\u00f6ller. L\u2019insieme dei lavori esposti, realizzati tra il 1960 e il 2016, rappresenta una possibile mappatura delle idee e delle visioni che hanno guidato la formazione della collezione e le collaborazioni con gli artisti che hanno contribuito allo sviluppo delle attivit\u00e0 della fondazione nel corso degli anni. \u201cAtlas\u201d testimonia cos\u00ec un percorso tra personale e istituzionale, in evoluzione, aperto a interventi temporanei e tematici, a progetti ed eventi speciali, con possibili integrazioni da altre collezioni e istituzioni. Dall\u2019apertura della nuova sede nel 2015, la collezione \u00e8 diventata uno degli strumenti di lavoro a disposizione del programma culturale della fondazione, assumendo diverse configurazioni &#8211; dalle mostre tematiche alle collettive, dalle antologiche ai progetti curati da artisti &#8211; e trova ora nella Torre uno spazio permanente di esposizione. Il ristorante \u201cTorre\u201d, ospitato al sesto piano della nuova costruzione, accoglie arredi originali del \u201cFour Seasons Restaurant\u201d di New York progettato da Philip Johnson nel 1958, elementi dell\u2019installazione di Carsten H\u00f6ller The Double Club (2008-2009), tre sculture di Lucio Fontana &#8211; due ceramiche policrome Cappa per caminetto (1949) e Pilastro (1947) e un mosaico a pasta di vetro e cemento Testa di medusa (1948-54) &#8211; e una selezione di quadri di William N. Copley, Jeff Koons, Goshka Macuga e John Wesley. Ispirandosi alla tradizione del ristorante italiano, le pareti presentano piatti d\u2019artista realizzati per il ristorante da John Baldessari, Thomas Demand, Nathalie Djurberg &amp; Hans Berg, Elmgreen &amp; Dragset, Joep Van Lieshout, Goshka Macuga, Mariko Mori, Tobias Rebherger, Andreas Slominski, Francesco Vezzoli e John Wesley. La terrazza sul tetto dell\u2019edificio \u00e8 concepita come uno spazio flessibile che accoglie un bar. \u00c8 caratterizzata dalla decorazione optical in bianco e nero del pavimento e da un rivestimento del parapetto in specchi che crea un effetto di riflessione, in grado di eliminare visivamente la barriera tra lo spazio e la vista a 360 gradi sulla citt\u00e0 di Milano.<\/p>\n<\/div><div class=\"fusion-clearfix\"><\/div>\n\n\t\t\t\t\t<\/div>\n\t\t\t\t<\/div><\/div><\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"","protected":false},"author":4,"featured_media":1329,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[10],"tags":[],"class_list":["post-1324","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-news"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/archivioaccardisanfilippo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1324","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/archivioaccardisanfilippo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/archivioaccardisanfilippo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioaccardisanfilippo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/4"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioaccardisanfilippo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=1324"}],"version-history":[{"count":3,"href":"https:\/\/archivioaccardisanfilippo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1324\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":1411,"href":"https:\/\/archivioaccardisanfilippo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/1324\/revisions\/1411"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioaccardisanfilippo.it\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/media\/1329"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/archivioaccardisanfilippo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=1324"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioaccardisanfilippo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=1324"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/archivioaccardisanfilippo.it\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=1324"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}